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Presentazione

Giorgio Dall’Igna

Presidente

Associazione IV Novembre

Ricercatori Storici - Schio

Per  un avvenimento come il centenario della Grande Guerra si fanno mostre, si organizzano convegni, si coniano slogan. Non c’è in questo assolutamente niente di deplorevole; ma, a parte il tenersi comunque lontano dalla retorica, penso che la commemorazione abbia bisogno anche di omaggi più discreti. La Memoria è luminosa e pura anche quando non si parla troppo di lei e non si grida il suo nome. Essa apprezza anche le devozioni di chi, sgombro da ogni bellicosità, si dedica a tramandarla, attraverso il proprio lavoro e la propria passione, con moderazione, sobrietà e misura.

Da molto tempo la nostra Associazione ha fatto, della ricerca storica sul primo conflitto mondiale, il proprio appassionante mestiere. Continua a farlo oggi e sicuramente continuerà a farlo domani quando i riflettori del centenario si spegneranno.

Lo fa senza autocompiacimento. Lo fa generosamente, con serietà e misura, cercando sempre la collaborazione e la condivisione con altre associazioni; lo fa con progettualità e direi anche con riconosciuta autorevolezza; consapevole che la storia, patrimonio da spartire e da trasmettere, sia quel materiale da costruzione necessario per la vita e il futuro nostro e dei figli.

Il 24 maggio è la data che per noi italiani segna l’inizio del “nostro” centenario. In questi giorni, tante associazioni si sono unite a noi per fare Memoria e rivivere i momenti frenetici che videro, cent’anni fa, la nostra entrata in guerra. Regione, Province e Comuni hanno sostenuto con convinzione il progetto; anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha accreditato l’iniziativa come rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra. Questa pubblicazione quindi è una testimonianza preziosa di questo lavoro congiunto; essa contiene documenti e testimonianze in parte sconosciuti. Inedita è senz’altro la formula con cui vengono proposti gli scritti. Sono voci di grandi e piccoli soldati, di eroi, di civili e cappellani che hanno battuto questo territorio della Val d’Agno, da Recoaro Terme a Campogrosso e della Vallarsa; accomunati, seppur nella varietà di destini e dei ruoli, dal fatto che la guerra li ha privati di qualcosa: della giovinezza, delle illusioni, della speranza, dell’umanità.

Un grazie sincero a tutti i compagni di strada che hanno condiviso questa commemorazione; e, anche per loro, un ringraziamento speciale al Col. Giampiero Romano, attuale comandante dell’80° Reggimento di fanteria “Roma”, uno dei pochi reggimenti “storici” ancora operativi, che ha messo a disposizione documenti originali.

Affidiamo ai lettori questo libro nella certezza che anche stavolta abbiamo fatto sì che la storia diventi Memoria.

Prefazione

Comandante del 80° Reggimento “Roma”

Col. c. (cr.) t. ISSMI Giampiero Romano

In qualità di Comandante pro tempore del 80° Reggimento “Roma” non posso che plaudire a questa iniziativa editoriale, che ritengo degna di ogni attenzione e stima. Sono convinto che iniziative di tale genere e spessore, volte a perpetuare il ricordo di coloro che nel passato hanno dato la loro giovane vita per difendere e contribuire alla grandezza della nostra amata Patria, siano fondamentali e assolutamente necessarie per educare le giovani generazioni al rispetto di ideali che, forse, oggi non rivestono prioritaria importanza nella nostra società, quali la disciplina, il sacrificio, l’abnegazione, la lealtà, la fedeltà, l’onore, l’integrità morale e lo spirito di servizio.

Questa opera è, a mio avviso, utile specialmente in occasione del Centenario della 1^ Guerra Mondiale, la Grande Guerra o, come il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ebbe a definirla, l’ultima guerra del nostro Risorgimento. Cento anni sembrano un tempo molto lontano dalla nostra realtà quotidiana ma sono sempre pochi quando si pensa all’immane sacrificio dei nostri avi e commilitoni che, in seguito a quei tragici eventi, non solo scrissero direttamente ed indirettamente gloriose pagine di storia ma, proprio durante gli stessi, ebbero modo di lasciare il loro “segno” sui luoghi in cui difesero strenuamente la nostra libertà!

Dopo questo naturale “sfogo” è d’obbligo parlare dei protagonisti di questo libro: la Brigata “Roma” ed i suoi due Reggimenti, il 79° e l’80°.

La Brigata “Roma” nasce a Roma il 1° novembre 1884, articolandosi su 79° e 80° Reggimento di fanteria. Reggimenti gemelli, gemelli in tutti i sensi poiché si ritrovarono, sempre insieme – nella buona e nella cattiva sorte - a fronteggiare le numerose ed impegnative sfide che la storia e la gloria gli presentarono.

Tale sorte non fece eccezione quando, allo scoppio della 1^ Guerra Mondiale in Italia, i due Reggimenti erano già schierati nelle zone della Val Terragnolo e della Vallarsa. Perciò, quel fatidico 24 maggio 1915 si ritrovarono, per primi ed in prima linea, a dimostrare la determinazione, il coraggio e le virtù italiane.

Erano due Reggimenti di fanteria composti da giovani italiani di una giovane Italia; due Reparti accomunati dalla volontà e dalla convinzione di fare bene il proprio dovere anche se la zona di operazioni era impervia e difficile; erano due formazioni di fanteria!

Il 79° e l’80° erano composti principalmente da fanti, provenienti da ogni parte d’Italia, che pagarono un prezzo altissimo ma che non lesinarono coraggio, ardimento, tenacia ed atti eroici. Proprio questi ultimi furono numerosissimi nelle fila di entrambi i Reggimenti e tra coloro che si distinsero, il mio deferente pensiero va in particolare al Maggiore Picchioni Giuseppe (79° Rgt. - M.O.V.M.), al Capitano Tedeschi Azaria (79° Rgt. - M.O.V.M.), al Tenente Valtorta Ludovico (79° Rgt. - M.O.V.M.) ed al Tenente Cerboni Umberto (80° Rgt. – M.O.V.M.) senza dimenticare:

- i 37 decorati di M.A.V.M. e i 41 decorati di M.B.V.M del 79° Reggimento fanteria;

- i 123 decorati di M.A.V.M. e i 142 decorati di M.B.V.M del 80° Reggimento fanteria.

Oggi possono sembrare solo sterili numeri ormai dimenticati e difficili da reperire, invece rappresentano la nostra storia, le nostre radici ed è forse opportuno ricordare, in questo contesto, che senza radici non si sta in piedi e non si cresce!

Allora, ricordare i sacrifici che la guerra di posizione e di trincea nella zona della Vallarsa e della Val Terragnolo, hanno comportato e dove ogni metro di roccia, sassi e terra è ancora intriso del sangue dei nostri soldati, non è tempo perso. Anzi, costituisce una ripetibile occasione per meglio comprendere quanto noi oggi siamo fortunati a vivere in una società moderna, molto agiata e attenta alle esigenze di ciascuno. In quel lontano 1915 la vita era durissima, quasi inimmaginabile per molti di noi oggi; i soldati ed anche la popolazione locale, vivevano in condizioni estreme, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Esposti alle intemperie, al freddo come al caldo, tormentati da ogni genere di parassiti e malattie, sopraffatti da inenarrabili patimenti e sofferenze; erano tempi bui, neri come la pece ma che poi hanno generato prosperità e benessere.   

A testimonianza dei duri cimenti in cui si trovarono sia il 79° che l’80° Reggimento, vorrei qui riportare le motivazioni alle medaglie di bronzo concesse alle bandiere durante la Prima Guerra Mondiale:

79° Reggimento fanteria: “In sette giorni di aspri combattimenti, con eroico ed impetuoso valore conquistava aspre posizioni sul Monte Grappa ed inseguiva poscia il nemico (Monte Grappa 27 – 31 ottobre 1918)”;

80° Reggimento fanteria: “Dava prove luminose di pertinacia e di virtù militari opponendosi sul Piave all’urto di forti masse nemiche (19 – 24 giugno 1918). In sette giorni di aspri combattimenti, con eroico ed impetuoso valore conquistava aspre posizioni sul Monte Grappa ed inseguiva poscia il nemico (Monte Grappa 27 – 31 ottobre 1918)”.

Con queste parole concludo questa mia semplice prefazione ad un libro che, sono sicuro, riuscirà meglio di me a trasmettere al lettore la realtà quotidiana di quei momenti di vita intensa che, purtroppo, molto spesso si sono conclusi con l’estremo sacrificio di molti nostri concittadini.

Onori a loro!

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Inserito il:30/12/2015 18:04:02
Ultimo Aggiornamento:01/04/2016 18:34:15
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Dati
  • Codice Fiscale: 9200260024
  • Partita I.V.A 02559730243
Indirizzo sede sociale
  • Associazione IV Novembre - Ricercatori Storici
    Via Rovereto 21/a
    36015 - SCHIO (VI)
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